Edizione 2015
domenica 12 aprile 2015
Le interviste ai protagonisti della gara

Regna il sorriso sui volti dei protagonisti al traguardo di Ponte di Legno, al termine dei 43 km con oltre 4000 metri di dislivello del quinto Adamello Ski Raid. Ecco le interviste raccolte nel dopo gara.

Matteo Eydallin
«Una grande competizione. Sino al Cannone di Cresta Croce eravamo secondi. Poi Boscacci e Antonioli hanno pagato lo sforzo iniziale rallentando il ritmo. Noi invece siamo riusciti ad impostare la gara con il nostro passo, riuscendo a gestire le energie. In tutta onestà all’inizio avrei preferito andare un po’ più piano, ma davanti Reichegger e gli altri hanno subito impresso un ritmo importante e non potevamo non rispondere per evitare di rimanere staccati».

Damiano Lenzi
«Ecco il successo che ci mancava e adesso possiamo dire di aver vinto tutto. Coppa del Mondo, Mondiali e grandi classiche. Oggi avevo le gambe buone e sentivo di poter fare una grande prova, poi però ho avuto problemi intestinali per il freddo e sono stato costretto a fare un pit stop. Per fortuna avevo amici muniti di salviette lungo il percorso… Abbiamo vinto grazie al forcing sulla quarta salita, ma è stata davvero dura. Peccato per la mancanza di neve nel tratto finale, però è stata una grande edizione dell’Adamello Ski Raid».

Michele Boscacci
«È stata una gara difficile, anche perché Reichegger e Lanfranchi hanno forzato subito il ritmo e non sapevamo come reagire all’attacco. Nella discesa dopo Passo Presena siamo riusciti a passare in testa con qualche metro sugli inseguitori. Sulla terza salita poi Eydallin e Lenzi ci hanno raggiunto ed hanno forzato il ritmo, riuscendo inizialmente a resistere. Poi verso il Pian di Neve abbiamo iniziato a diminuire l’intensità, mentre gli avversari hanno accelerato e in discesa vanno davvero forte. Un secondo posto che rimane comunque un eccellente risultato».

Robert Antonioli
«Sulla prima salita non abbiamo esagerato, e appena abbiamo preso il piano dopo Passo Paradiso siamo riusciti a ridurre il gap da Reichegger e Lanfranchi e in cima al Presena eravamo nuovamente uniti. Poi si sono fatti sotto anche Eydallin e Lenzi, veloci al cambio e sempre aggressivi. Alle Lobbie però mi sono venuti i crampi ed ho dovuto calare il ritmo. Il mio compagno mi ha agganciato con il cordino anche per darmi morale per cercare a questo punto di mantenere la seconda posizione, riuscendoci. Una gran fatica e grande Italia al traguardo e questo è un aspetto da non sottovalutare».

Alex Salvadori e Loris Panizza
«Siamo i primi non professionisti dietro agli extra terrestri con uno straordinario decimo posto. Siamo davvero soddisfatti. Pensavamo di entrare nei venti, ma non di andare così forte, probabilmente il fatto di conoscere bene queste zone ci ha agevolato».

Franz e Federico Nicolini
«Un ottimo risultato che va oltre ogni previsione. Federico ha allungato subito sulla prima salita e poi mi ha aspettato – dice il padre -. L’esperienza di papà ha frenato la mia foga e questo alla distanza ci ha permesso di chiudere con un piazzamento insperato alla vigilia. Sono davvero felice per la mia prima prestazione di livello su una gara lunga», sentenzia il figlio.

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